FantaCiclismo – 5 sorprese per la stagione 2021

Continua il percorso di avvicinamento alla prossima stagione di FantaCiclismo: quali saranno le sorprese del 2021?

di Dino Manca

FantaCiclismo – 5 sorprese per la stagione 2021

Pogacar, Hirschi, Geoghegan-Hart, Hindley, Almeida, Cosnefroy…. sono tanti i giovani che nell’ultima stagione hanno sorpreso tutti, sbaragliando la concorrenza fatta da ciclisti più conosciuti ed affermati. La chiamano generazione d’oro, ma c’è chi ha posto dei dubbi sul possibile impatto del calendario corto, causa lockdown, in favore dei talenti emergenti. Si ripeterà il trend anche nel 2021 o assisteremo ad una stagione di FantaCiclismo più “normale”?

Nel frattempo, vediamo alcuni giovani che, nelle giuste circostanze, potrebbero sorprendere e dimostrarsi, complici delle valutazioni contenute, autentici lingotti d’oro nel nostro FantaBarCiclismo:

1 – Andrea Bagioli (Deceuninck – QuickStep)

Andrea Bagioli - FantaCiclismo
Andrea Bagioli, cacciatore di classiche o qualcosa in più? (Deceuninck – Quick Step)

Una gavetta fatta di successi in Italia, ma anche un 2° posto alla Liegi under 23 nel 2019, ha proiettato Bagioli verso una luminosa carriera da pro.
Talento, squadra giusta e tutte le condizioni necessarie per il salto di qualità, dopo risultati tutt’altro che banali nella sua stagione di esordio nel WorldTour, dove il classe ’99 è riuscito a centrare due successi di tappa, alla Settimana Internazionale Coppi e Bartali ed al Tour de l’Ain, oltre ad un prezioso podio nella 10a tappa della Vuelta, un 7° posto alla Freccia del Brabante, ed una top 5 al Giro dell’Emilia.

Da tenere d’occhio, quindi, specialmente in tappe e classiche mosse con finali esplosivi, dove sembra cavarsela piuttosto bene. Aspettando di sapere quale sarà il calendario programmato per il 21enne di Sondrio.

2 – Sepp Kuss (Jumbo-Visma)

Sepp Kuss si è classificato 15° allo scorso Tour e 16° alla scorsa Vuelta (Getty Images)

Abbiamo potuto apprezzare a fondo le qualità in salita di questo ragazzo, specialmente in aiuto di Primoz Roglic. Ma abbiamo altresì visto che cosa l’americano possa fare quando riceve il più classico dei “via libera” per giocarsi le sue possibilità.

L’addio a sorpresa di Tom Dumoulin, lascia un vuoto non da poco, e considerando che Roglic non potrà, salvo clamorose sorprese, correre tutti e tre i grandi giri, chissà che in ammiraglia Jumbo non decidano di dare al buon Sepp la possibilità di gareggiare come capitano nelle tre settimane, anche perchè a 26 anni è lecito volersi testare fino in fondo, per provare a scoprire i propri limiti.

Utopia? Può darsi. In effetti, il “trenino” della Jumbo ha dato sempre discreti dividendi, specialmente con Kuss come ultimo uomo, ma non sottovaluterei la crescita di Jonas Vingegaard, impressionante nella tappa dell’Angliru, oltre ai soliti Gesink, George Bennett e il neo-arrivato Sam Oomen, i quali potrebbero dare al team quanto basta in ruoli di supporto.

Per il bene del ciclismo…. #FreeSeppKuss!!

3 – Ethan Hayter (INEOS Grenadiers)

Ethan Hayter - FantaCiclismo
Ethan Hayter ha vinto l’ultima edizione del Giro dell’Appennino (Bettini)

Vincitore dello scorso Giro dell’Appennino, Hayter ha fatto alzare parecchie sopracciglia nel 2019, dove ha conquistato prologo ed una tappa al Giro U23, una tappa ed un 2° posto al Tour de l’Avenir ed un argento nazionale a cronometro, fino a conquistare un contratto nel grande team britannico.

Riduttivo definirlo un velocista? Decisamente si.
Nonostante possa dire la sua in volate piatte, il classe ’98 sa distinguersi anche in percorsi più nervosi, compresi arrivi in leggera salita.
Dopo un morbido approccio nel 2020 con il calendario WorldTour, è lecito aspettarsi qualcosa di più in quanto a partecipazioni, sperando di poterlo vedere confrontarsi con i big del circuito.

4 – Quinn Simmons (Trek-Segafredo)

Quali sono le potenzialità di Quinn Simmons?
Quali sono le potenzialità di Quinn Simmons? (ph: James Startt)

Il tempo è decisamente dalla parte di questo giovanissimo corridore americano classe 2001.

Dopo aver letteralmente dominato da junior la stagione 2019, vincendo anche il mondiale di Harrogate, Simmons è stato firmato dalla Trek-Segafredo, con la quale si è reso protagonista di una particolare querelle verso fine stagione, costatagli addirittura un allontanamento momentaneo dalle corse, a causa di un suo controverso tweet in favore di Donald Trump (qui la notizia -> link), nel periodo delle Presidenziali americane 2020.

Tornando alla strada, la sua stagione di debutto nei pro è stata tutt’altro che malvagia. Partecipazioni in classiche di rilievo, come Freccia Vallone, Omloop, Kuurne-Bruxelles-Kurne, Le Samyn, ma anche piazzamenti, come il 6° posto centrato nella Bretagne Classic, corsa di quasi 250 km.

Per rendere l’idea della polivalenza di questo corridore, a parte due top 10 in tappe del Giro della Provenza, una sprint e una di media montagna, il punto più alto della sua stagione è stato probabilmente nella tappa regina del Giro d’Ungheria, dove Simmons è stato battuto dal solo Attila Valter, successivo vincitore della corsa, in una salita di 13 km!

Il 2021 servirà per capire in che direzione vorrà andare nella sua carriera, sperando non voglia pregiudicarsi la possibilità di puntare in alto. Solitamente, chi accoppia tenuta in salita, resistenza e qualità a cronometro, ha tutte le carte in regola per essere definito, senza esagerare, predestinato.

5 – Andreas Leknessund (Team DSM)

Andreas Leknessund con la maglia di campione norvegese a cronometro (Getty Images)

Se è vero che la stagione del Team DSM non è partita nel migliore dei modi, con la perdita di un talento come Marc Hirschi, è altrettanto vero che nei piani alti della formazione tedesca non sono rimasti con le mani in mano.

Infatti, parlando di predestinati, è arrivato uno dei migliori prospetti dal punto di vista della completezza. Il norvegese Leknessund, classe ’99, è dotato di un notevole motore a cronometro (13° al Mondiale di Imola, campione nazionale ed europeo U23), ma sa difendersi eccome anche quando la strada sale.

Vincitore dell’ultimo Giro del Friuli Venezia Giulia, quarto al Giro di Slovacchia, ha fatto sue due classiche in Norvegia, ma soprattutto ha sorpreso nel primo test stagionale alla Volta ao Algarve, chiuso poi al 19° posto, dove nell’arrivo all’Alto de Malhao, tappa poi vinta da Miguel Angel Lopez, è riuscito a tenere le ruote dei migliori, classificandosi 18° subito dietro Vincenzo Nibali, non proprio l’ultimo arrivato.

C’è grande curiosità di vederlo alla prova nella prossima stagione, dove con la ex Sunweb non mancheranno di certo le opportunità per sorprendere.


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