Giro d’Italia 2021 – Favoriti 14a tappa

Percorso e favoriti della quattordicesima tappa del Giro d’Italia 2021.

di Dino Manca

Giro d’Italia 2021 – Favoriti 14a tappa

Lasciate ogni speranza voi che entrate“.

Percorso

Nell’anno del 700esimo anniversario dalla morte del Sommo Poeta, quale miglior citazione per descrivere l’arrivo che ci aspetta nella giornata di domani? Come tre anni fa, l’organizzazione ha scelto la tappa numero 14 per far gettare la maschera ai pretendenti alla maglia rosa, che dovranno interfacciarsi con le terribili pendenze della salita friulana. Tolta l’ascesa verso Monte Rest, che terminerà a poco meno di 60 km dal traguardo, la tappa non presenterà particolari difficoltà prima dei 14 chilometri conclusivi. In totale, verranno affrontati 205 chilometri, con 3532 metri di dislivello.

Brutte notizie dal lato meteo: sullo Zoncolan ci si aspetta pioggia ed una temperatura sui 3/4 gradi.

Giro d'Italia 2021 - 14a tappa
Giro d’Italia 2021 – 14a tappa

A 73 chilometri dalla fine, la salita di Monte Rest (10.5 km al 5.9%) riscalderà le gambe dei corridori, che scollineranno poco oltre quota 1.000 metri. Si tratta di un’ascesa abbastanza irregolare in partenza, dove un falsopiano iniziale si alternerà con rampe al 12%, che tenderà ad attestarsi su pendenze attorno al 7/8% nella parte centrale e conclusiva.

Giro d’Italia 2021 – Forcella Monte Rest

Il momento chiave della giornata arriverà ai -14, quando comincerà l’ascesa verso Sua Maestà, il Monte Zoncolan: si passerà da 530 metri a 1.730 in 14 chilometri! Stavolta, verrà affrontato dal versante di Sutrio, il che significa pendenze più “morbide” nei tornanti dei primi 10/11 chilometri, ma il finale resta un assoluto incubo per tutti. Precisazione: per gli standard dello Zoncolan, per “morbide” s’intende 8-9%!

Giro d’Italia 2021 – Zoncolan (da Sutrio)

Gli ultimi 3 chilometri saranno assolutamente brutali: si comincerà con un chilometro al 11.2% (con punte al 22%), un altro chilometro al 13.1% (con punte al 25%) ed un chilometro conclusivo che tirerà al 14.5% di media, fino a raggiungere percentuali del 27%. Dover superare queste pendenze su strada bagnata non sarà affatto banale: non sarebbe strano se nel “gruppetto” qualcuno scegliesse di scendere dalla bicicletta.

Giro d’Italia 2021 – Finale 14a tappa

Favoriti

Una salita come questa non ammette particolari tatticismi, ma sarà comunque importante capire come verrà impostata. Un traguardo iconico come lo Zoncolan è storicamente molto ambito, per questo non fu una sorpresa vedere tre anni fa la Mitchelton-Scott dell’allora leader Simon Yates tirare per tutta la tappa, nonostante poi la vittoria andò a Chris Froome, nella giornata in cui iniziò la sua storica rimonta verso la conquista del Giro 2018.

Lo stesso scenario dovrebbe materializzarsi nella giornata di domani, dove la INEOS potrebbe voler sfruttare la grande forma di Bernal, nella speranza di poter immagazzinare altri secondi sugli avversari, oltre che dare la possibilità al colombiano di aggiungersi alla lista di vincitori su questo traguardo, che comprende corridori come Gilberto “Gibo” Simoni, Ivan Basso, Igor Anton, Michael Rogers ed appunto Chris Froome.

Non è affatto da escludere, inoltre, che tante squadre finora rimaste “coperte”, come Astana, EF o BikeExchange, possano dare una mano all’inseguimento giornaliero, dal momento che questa è senz’altro una tappa favorevole alle caratteristiche dei propri capitani, ancora a secco di vittorie.

Egan Bernal – La forma mostrata dal colombiano in questo Giro d’Italia 2021 è inequivocabile. In ogni arrivo che ha richiesto forza e resistenza, a partire da Sestola, passando per Ascoli Piceno, Campo Felice e Montalcino, l’attuale maglia rosa si è dimostrata di un altro livello rispetto agli avversari. Il suo valore aggiunto è stato fin qui il team, che ha sapientemente saputo scortarlo e metterlo nelle migliori condizioni su ogni arrivo. Sarà lo stesso anche domani?

Solitamente, negli arrivi in salita la squadra britannica ha un approccio ben preciso, ovvero mettersi in testa e fare ritmo costante, in quella che viene definita in gergo “cottura a fuoco lento”, prima che il proprio capitano lanci l’attacco decisivo. La disposizione del trenino INEOS dovrebbe essere la seguente: Puccio, Ganna, Narvaez, Castroviejo, Moscon, Martinez e Bernal. Soprattutto Moscon e Martinez saranno decisivi nella gestione degli ultimi chilometri: dovessero riuscire a condurre il gruppo fino ai -3, un pò come fece Wout Poels con Froome tre anni fa, sarà difficile battere il 24enne di Bogotà, che con un’altra prova di forza darebbe una grande spallata alla concorrenza.

Hugh Carthy – Come detto, “lasciar fare” alla INEOS rappresenta spesso una scelta obbligata, ma ci sono delle squadre che possono provare a cambiare le carte in tavola. Certo, la perdita di Caicedo può pesare in un arrivo del genere, ma l’EF, come visto a Montalcino, potrebbe essere una di quelle squadre in grado di prendere in mano la situazione nella giornata di domani. Corridori come Van Garderen, Simon Carr, Alberto Bettiol e Ruben Guerreiro dovrebbero essere nelle condizioni di fare un buon ritmo nella parte iniziale della salita, nella speranza di isolare quanto prima l’attuale maglia rosa.

In un testa a testa su queste pendenze, Carthy è un cliente molto scomodo. Ne sanno qualcosa Primoz Roglic e Richard Carapaz, messi entrambi in fila nelle dure rampe dell’Angliru l’autunno scorso. Attualmente 4° ad 1:17″ da Bernal, lo scalatore di Preston farà di tutto per sfruttare il terreno favorevole da qui alla cronometro di Milano, e questa è la prima, grande occasione per dimostrare che l’acuto dello scorso 1 Novembre non fu un episodio isolato.

Aleksandr Vlasov – Un’altra squadra che domani potrebbe prendere in mano la corsa è l’Astana. Il motivo è la grande condizione del proprio capitano, attualmente secondo in classifica generale a 45 secondi da Bernal. Anche lui fu protagonista quel 1 Novembre all’Angliru, chiudendo la sua ottima scalata in 2° posizione e dimostrandosi piuttosto adatto a salite con pendenze esigenti, che non danno respiro.

Fin qui, la forma della maglia bianca (che indossa, ma resta di proprietà di Bernal) è stata sicuramente incoraggiante, ma serve un’ulteriore conferma per capire se può effettivamente credere o meno nella vittoria di questo Giro d’Italia 2021.

Simon Yates – A proposito di corridori che si trovano a proprio agio su queste pendenze. Fin qui molto sornione, il capitano della BikeExchange, 2° sullo Zoncolan tre anni fa, è stato molto attento a non spendere energie extra e limitare le perdite, in tappe che tutto sommato non si adattavano perfettamente alle sue caratteristiche. Domani però la musica dovrebbe cambiare, visto che questa è una salita in cui nascondersi è pressochè impossibile. Nonostante una prima settimana non indimenticabile, grazie anche ad un’ottima prestazione nell’insidiosa tappa degli sterrati toscani, il suo ritardo è “appena” di 1:22″ da Bernal, il che dovrebbe essere un campanello d’allarme per i suoi avversari in vista dell’ultima, decisiva settimana.

Emmanuel Buchmann – La tappa di Montalcino ha simbolicamente dato il benvenuto a questa corsa anche al tedesco della Bora – Hansgrohe, che ha avuto non solo la forza di stare col gruppo maglia rosa al termine dei settori in sterrato, ma anche di andare via nelle pendenze del Passo del Lume Spento, in cui tanti altri hanno viceversa pagato dazio. Chiaramente, la storia insegna che non sia molto saggio caricare di aspettative il corridore di Ravensburg, spesso molto altalenante, ma i segnali mostrati due giorni fa sono incoraggianti, e non sarebbe clamoroso se tornasse ai livelli del Tour 2019, in cui fece top5 in salite dure come Tourmalet e Prat d’Albis.

Damiano Caruso – Attualmente sul podio, il ragusano è uno di quei corridori che cercheranno di difendersi nella giornata di domani, ma questo non significa che non possa far bene. In fondo, fu proprio lui a lanciare l’offensiva di Vincenzo Nibali due anni fa sulle pendenze dure del Mortirolo, nella tappa che vinse Giulio Ciccone a Ponte di Legno. In quell’occasione, come spesso è successo nella sua carriera, si sacrificò per il suo capitano, ma chiuse comunque la tappa con appena 8 secondi di ritardo. Domani avrà la grande occasione di potersi giocare liberamente le sue carte, nella speranza di mantenersi sui livelli delle tappe precedenti.

Giulio Ciccone – L’abruzzese ha pagato la giornata di Montalcino, perdendo 2 minuti dal leader della classifica e scivolando in 8° posizione. Questo non dovrebbe cambiare più di tanto il suo approccio in una tappa del genere, dov’è probabile che continuerà a testarsi, magari tentando anche qualche attacco anticipato. Per vincere sullo Zoncolan, però, ci vorranno grandi gambe, e il crollo di due giorni fa mette qualche punto di domanda sulle sue possibilità domani.

Remco Evenepoel – Il 21enne belga sarà uno degli osservati speciali nella giornata di domani, in cui potrebbe ritrovarsi o semplicemente crollare definitivamente. A dire il vero, perdere terreno per “mancanza di gambe” non è mai un buon segnale, quindi quanto successo a Montalcino potrebbe tranquillamente ripetersi sul Kaiser, ma qui si parla di un corridore molto competitivo ed imprevedibile. Dovesse aver recuperato, non sarà affatto sorprendente vederlo dare battaglia nelle prime posizioni.

Daniel Martin – L’irlandese è un altra vittima illustre della 11a tappa, ma il suo rendimento, per il resto, è stato molto solido. Una salita “secca” come questa non dovrebbe dispiacere al capitano della Israel, che ha spesso sorpreso in arrivi impegnativi, nonostante sia visto come un corridore più esplosivo che resistente. Ad esempio, fu 2° sul Col de Portet nel Tour del 2018, ma anche 7° proprio all’Angliru lo scorso anno, chiudendo nel gruppetto con Roglic e Sepp Kuss. L’essere a più di 7 minuti di distacco dalla maglia rosa dovrebbe anche garantirgli più libertà nel finale, quindi sarà meglio non sottovalutarlo.

Corridori come George Bennett, Koen Bouwman, Einer Rubio, Antonio Pedrero, Harm Vanhoucke, Jefferson Cepeda, Sebastien Reichenbach e Jan Hirt hanno le qualità per far bene in un arrivo del genere, qualora dovessero far parte di un gruppo di fuggitivi. Lo stesso vale per Jai Hindley, ormai a 15 minuti da Bernal, anche se è probabile che l’australiano resti con Romain Bardet, in lotta per un posto nella top10 generale.

Jolly FantaBarCiclismo: Tobias Foss – Il norvegese della Jumbo-Visma ha scalato magnificamente nella tappa di Montalcino, superando la giornata con sorprendente maturità. Tutto questo dovrebbe incrementare la fiducia nelle sue possibilità di top10, che saranno nuovamente messe alla prova in una salita decisamente dura, che in passato corridori “regolaristi” come Tom Dumoulin hanno affrontato meglio rispetto a scalatori come Richard Carapaz, ad esempio. Ad 1 stella, vale la pena affidarsi al promettente vincitore del Tour de l’Avenir 2019.

Pronostico

©Tim de Waele/Getty Images

Il destino è strano. Tre anni fa, questa tappa fece tornare in gioco Chris Froome, mentre un indiavolato Simon Yates, in maglia rosa, provava invano a dargli la caccia negli ultimi 3 chilometri. La differenza, rispetto a tre anni fa, è che la tappa dello Zoncolan, per Il Folletto di Bury, potrà rappresentare l’inizio della rimonta, non del declino. L’ottima prestazione a Montalcino è un segnale troppo eloquente per non aspettarsi qualcosa di grande dall’esplosivo scalatore della BikeExchange, che è solito esaltarsi su questo tipo di salite.


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