Tour de France 2021 – Favoriti 17a tappa

Percorso e favoriti della diciassettesima tappa del Tour de France 2021.

di Dino Manca

Tour de France 2021 – Favoriti 17a tappa

Salite speciali in un giorno speciale.

Percorso

Nel giorno della festa nazionale francese, il menù del Tour de France 2021 prevede una frazione dal finale incandescente. Tolti 113.5 chilometri pianeggianti, che serviranno per “scaldare le gambe”, i corridori dovranno affrontare le storiche salite pirenaiche del Peyresourde e del Col d’Azet, prima di interfacciarsi con l’ultima, lunga ascesa del Col du Portet, che porterà fino a 2.200 metri d’altitudine. In totale, verranno affrontati 4375 metri di dislivello, praticamente tutti all’interno degli ultimi 65 chilometri.

Dal punto di vista meteo, il cielo sarà coperto per tutto il pomeriggio, con qualche piovasco sparso. Il vento, invece, soffierà ad una velocità moderata (15 km/h) da ovest/nord-ovest, e si tradurrà in vento contrario per i corridori.

Tour de France 2021 - 17a tappa
Tour de France 2021 – 17a tappa

Sarà il Peyresourde (1a Cat.) ad aprire le danze, quando mancheranno circa 65 chilometri alla conclusione. Si tratta di una salita moderatamente lunga (13.3 km), con delle pendenze costanti attorno all’8% nella seconda parte. Sicuramente, le squadre meglio strutturate potranno trarre vantaggio già da questa prima salita, qualora dovessero affrontarla a ritmo sostenuto.

Tour de France 2021 – Col du Peyresourde

Il Col d’Azet sarà più breve (6.8 km), ma le pendenze sono alquanto importanti, soprattutto nei primi 4 km. Qualcuno avrà il coraggio di provare un’azione già dalla penultima salita? Considerando il vento contrario, sembra improbabile.

Tour de France 2021 – Col d’Azet

La tappa si concluderà sul Col du Portet, salita di oltre 16 km al 8.7%, che avrà nei primi 7 chilometri le pendenze più impegnative. A dire il vero, tolti un paio di chilometri intermedi al 5-6%, anche la parte finale non scherza: pendenza costante attorno al 8/8.5%.

Tour de France 2021 – Col du Portet

Favoriti

La domanda è sempre la stessa: chi vorrà controllare la corsa? Sulla carta, i 113 chilometri iniziali sono tutt’altro che favorevoli per la formazione di una “fuga di montagna”, ma il ciclismo quest’anno ci ha insegnato a non dare nulla per scontato. L’abbiamo visto nella tappa del Mont-Ventoux e prima ancora nella tappa del Giro con arrivo allo Zoncolan: una partenza piatta non necessariamente significa zero chances per i fuggitivi.

Tuttavia, siamo entrati nell’ultima settimana ed è ovvio pensare che qualche squadra voglia quantomeno provare a disputarsi una tappa, soprattutto in un arrivo in salita come il Col du Portet. Vengono in mente INEOS, Movistar, EF e la stessa UAE, che potrebbe vedere nella tappa di domani l’occasione per permettere a Pogacar di vincere una tappa in linea e mettere il sigillo finale sulla maglia gialla.

Tadej Pogacar – Il leader della generale partirà come naturale favorito di giornata. Può permettersi di stare sulla difensiva e vincere attaccando solo nel finale, o addirittura allo sprint. Anche il fattore meteo non dovrebbe svantaggiarlo, anzi: sotto la pioggia ha sempre corso alla grande. La sua posizione in classifica gli da il privilegio di poter affrontare questa tappa con grande tranquillità, il che lo rende ancora più pericoloso.

Jonas Vingegaard – Il danese della Jumbo-Visma è in piena lotta per il podio. Certo, la tattica degli olandesi ha lasciato molto a desiderare in questo Tour, ed essendo rimasti in 5 viene difficile pensare che “le vespe” possano incaricarsi dell’inseguimento di giornata. Tuttavia, se le altre squadre dovessero tener chiusa la corsa, non si può escludere che ad approfittarne possa essere proprio il classe ’96 di Hillerslev, che è stato l’unico in grado di staccare Pogacar in questo Tour de France 2021.

Rigoberto Uran – Il colombiano dell’EF si giocherà il podio nelle prossime due giornate. Fino a questo momento, il 34enne ha dimostrato di essere molto ben gestito dal punto di vista fisico, correndo nel suo stile, molto “silenzioso” ma tremendamente efficace. Naturalmente, dovrebbe esser favorito dall’altura, ma resta da vedere quanta voglia abbia di rischiare un attacco dalla sua posizione in classifica. Senz’altro, sarebbe una sorpresa vederlo al di fuori della top5 di giornata, se dovesse essere il gruppo a disputarsi la vittoria.

Richard Carapaz – Provaci ancora, Richard! No, non è il titolo di un film, ma il mantra che imperversa nell’ammiraglia del Team INEOS, che sarà ancora la maggior indiziata a “fare corsa dura”. In effetti, sarebbe sciocco non sfruttare i motori di Jonathan Castroviejo, Dylan Van Baarle, Michal Kwiatkowski, Tao Geoghegan-Hart, Geraint Thomas e Richie Porte in una tappa come questa. Gli ultimi due, in particolare, sembrano sentirsi sempre meglio, e potrebbero essere decisivi sul Col du Portet. Il problema resta l’attuale forma di Carapaz, che non sembra in grado di far traballare la maglia gialla. In una salita così dura, comunque, tutto può succedere.

Enric Mas – Lo spagnolo della Movistar sembra essersi ripreso dopo la giornataccia al Mont-Ventoux. A poco più di 2 minuti dal podio, il capitano della Movistar dovrà inventarsi qualcosa per provare a salire posizioni in classifica generale, ma avrà le gambe per farlo? Lo scorso anno fu abbastanza brillante nella terza settimana, ad esempio, sul Col de la Loze, dove chiuse tra i primi 6, quindi si può essere ottimisti.

Wilco Kelderman – La tappa di domani sarà un test fondamentale anche per l’olandese della Bora, a caccia della top5 in classifica generale. Non è un mistero che il classe ’91 soffra nella terza settimana, specialmente tappe con lunghe salite ed arrivi in quota, ma la sua prestazione sul Mont-Ventoux è stata positiva. Sarà in grado di reggere o assisteremo ad una delle sue tipiche giornate nere?

David Gaudu – Niente sarebbe più bello di una vittoria francese nel giorno della Presa della Bastiglia. Si può tranquillamente ipotizzare che Marc Madiot abbia in serbo un altro attacco di squadra della Groupama per portare il proprio scalatore in testa alla corsa nella giornata di domani, ma avrà le gambe per completare il lavoro? Nella 15a tappa, così come nella giornata di oggi, la condizione è sembrata in crescita, ma non ancora ai livelli di questa primavera. Sulla carta, una salita come questa dovrebbe adattarsi piuttosto bene alle caratteristiche dello scalatore di Landivisiau.

Nairo Quintana – Il colombiano dell’Arkea ricorderà con piacere la 17° tappa del 2018, quando su queste salite si inventò un grande numero e riuscì a conquistare il successo, pur non essendo stato brillantissimo fino a quel momento. Ecco perchè non andrà sottovalutato se dovesse riuscire a far parte della fuga di giornata. In fondo, la tappa di Andorra ha mostrato sprazzi del corridore che abbiamo imparato a conoscere, sebbene la forma non sia ancora minimamente paragonabile al grande Quintana di 4-5 anni fa.

Wout Poels – La maglia a pois dovrà essere davanti, con la speranza di poter transitare in cima almeno ai primi due GPM categorizzati. Se la fuga dovesse ricevere molto spazio, invece, potrebbe entrare in gioco anche per il successo parziale. In questo senso, il Poels visto ad Andorra dovrebbe avere discrete possibilità.

Wout Van Aert – Il belga sarà uno dei corridori maggiormente avvantaggiati dalla partenza pianeggiante, viste le sue caratteristiche. In casa Jumbo-Visma non hanno paura di mandarlo in avanscoperta, ma quante energie gli saranno rimaste?

Miguel Angel Lopez – Avranno il coraggio di dare il via libera a Superman in una tappa del genere? Purtroppo, il colombiano sembra ormai relegato ad un ruolo di gregario per Mas. Inoltre, la partenza pianeggiante è una pessima notizia per lo scalatore della Movistar.

Jolly FantaBarCiclismo: Mattia Cattaneo – Lo scalatore di Alzano Lombardo è a 4 minuti dalla top10, il che potrebbe invogliarlo ad entrare nell’ennesima fuga. L’inizio pianeggiante dovrebbe adattarsi piuttosto bene alle sue qualità di passista, e non è detto che una salita lunga come il Col du Portet non sia gestibile da un regolarista come lui, come visto a Tignes.

Pronostico

©Photo News

Il vento contrario è una pessima notizia per i fuggitivi, ma tutto dipenderà dall’atteggiamento del gruppo. Se INEOS, EF e Jumbo-Visma decideranno di lasciar fare al Team UAE, è comunque possibile che un gruppetto di attaccanti possa prendere un vantaggio sufficiente per potersi disputare la tappa. E’ anche vero che, in una partenza pianeggiante, non è scontato che nel gruppo di testa possano esserci molti scalatori, il che aumenta le possibilità del successo di un “big” del Peloton. La tavola è apparecchiata per un altro show sloveno, ma Jonas Vingegaard vincerà la tappa e metterà un pò di pepe a questo finale di Tour.


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