Tour de France 2021 – Il pagellone

Le pagelle del Tour de France 2021 appena concluso.

di Dino Manca

Tour de France 2021 – Il pagellone

Dopo tre settimane di corsa, è tempo di fare un bilancio di questo Tour de France 2021, analizzando quelle che son state le squadre capaci di superare a pieni voti l’esame francese, che l’han passato a fatica, e che hanno tremendamente deluso le aspettative. Quindi giù i calici: lo champagne, per il momento, può aspettare.

Promossi

©Reuters/Benoit Tessier

UAE Team Emirates 10 – In inglese si direbbe Job done – lavoro completato. La vittoria di Tadej Pogacar è non solo uno straordinario trionfo del singolo, confermatosi campione per il secondo anno consecutivo, ma anche una dimostrazione di forza non banale a livello di squadra. In effetti, il percorso di avvicinamento a questo Tour aveva sollevato non pochi dubbi sulla possibile tenuta dei gregari dello sloveno, che, almeno a detta dei vertici, avrebbe avuto un supporto decisamente superiore rispetto all’anno scorso.

Questi dubbi son stati spazzati via quando un sublime Rafal Majka, un ottimo Davide Formolo, i solidi Mikkel Bjerg, Marc Hirschi, Rui Costa, Vegard Stake Laengen e Brandon McNulty hanno scortato con autorità la maglia gialla per ben 14 giorni, senza andare mai in affanno. Eccellenti.

Jumbo – Visma 9 – Dopo una prima settimana da incubo, a causa delle cadute, con conseguenti ritiri di Primoz Roglic, Robert Gesink e Tony Martin, c’erano tutte le premesse perchè il Tour de France 2021 della squadra olandese si trasformasse in una catastrofe epocale. Ma la forza delle vespe sta proprio nell’organico e nella programmazione. Quell’organico che ha permesso al DS Grischa Niermann di poter contare su un gioiello come Jonas Vingegaard, sbocciato definitivamente con uno splendido 2° posto finale, che ha confermato di esser cresciuto esponenzialmente sia in salita che, dettaglio fondamentale per le corse a tappe, a cronometro.

Lo stesso organico che ha permesso a Wout Van Aert di alternare giornate da gregario di lusso a giornate in fuga sul Mont-Ventoux, schiacciando la concorrenza in salita, a cronometro e, per chiudere in bellezza, sugli Champs Elysées, grazie anche ad un super lavoro di Mike Teunissen. Lo stesso organico che ha permesso a Sepp Kuss di ritrovarsi sulle strade di casa di Andorra, tornando al successo dopo una stagione in chiaroscuro.

Bahrain Victorious 8,5 – La spedizione guidata da Rolf Aldag e Xavier Florencio torna a casa con un bottino ricchissimo: tre vittorie di tappa (due con Matej Mohoric ed una con Dylan Teuns), vittoria nella classifica a squadre e top10 in generale grazie a Pello Bilbao. Peccato per Wout Poels, che si è visto sfilare di dosso la maglia a pois sull’ultimissima salita di questo Tour de France 2021, ma il bilancio non può che essere positivo. Menzione speciale per Sonny Colbrelli, che combatte per tre settimane e sfrutta magnificamente il suo feeling con la pioggia, completando due delle sue migliori scalate della carriera a Tignes e nella 16a tappa, andando a podio in entrambe le occasioni.

Deceuninck – Quick Step 8 – Bisogna dare atto a Patrick Lefevere di aver vinto l’ennesima scommessa della sua brillante carriera da dirigente sportivo. No, non si tratta ovviamente della prima maglia gialla conquistata da Julian Alaphilippe in quel di Landerneau, o dell’ottimo Mattia Cattaneo (12° in generale), ma del “ragazzino” classe ’85 che lo scorso ottobre annunciava in lacrime di aver concluso la sua carriera ciclistica. Quel ragazzino risponde al nome di Mark Cavendish, maglia verde di questo Tour de France 2021 con quattro vittorie di tappa.

L’unica macchia? La superbia nel voler rinunciare a controllare la 12° e la 19° tappa, che è costata almeno due vittorie allo sprinter dell’Isola di Man, dando per scontato che il sorpasso ad Eddy Merckx sarebbe comunque avvenuto a Parigi. Sorpasso rimandato, forse al prossimo anno.

Alpecin – Fenix 8 – Prima settimana storica per i tedeschi, che con Mathieu Van der Poel, vincitore sul Mur de Bretagne e maglia gialla per sei tappe consecutive, e Tim Merlier, rocambolesco vincitore della drammatica terza tappa, hanno dimostrato di aver strameritato il pass per questo Tour de France 2021. Il resto è una scorpacciata di piazzamenti d’onore per Jasper Philipsen, caparbio, ma non veloce abbastanza.

Bora Hansgrohe 8 – La squadra tedesca ha dimostrato di non essere più Sagan-dipendente. Infatti, tolte le sfortune dello slovacco, penalizzato dalla caduta della terza tappa e successivamente costretto al ritiro, sono arrivate due vittorie di tappa con Nils Politt e Patrick Konrad, assieme alla top5 di Wilco Kelderman in classifica generale, senza scordare la parentesi in maglia a pois di Ide Schelling, confermatosi uno dei corridori più interessanti in ottica futura.

AG2R Citroen 7 – La squadra francese è andata decisamente oltre le aspettative dal punto di vista della classifica generale, centrando uno storico 4° posto con Ben O’Connor e riportando indietro le lancette di quattro anni, quando Romain Bardet saliva sul podio di Parigi con la maglia color bianco/azzurro/marron. L’australiano ha dimostrato di esser finalmente diventato un corridore affidabile, capace di poter tenere le tre settimane e saper cogliere le opportunità, con quel pizzico d’incoscienza che in questo ammorbante ciclismo di attendisti è sempre più merce rara.

B&B Hotels 6,5 – La più grande sorpresa della corsa è stato forse Franck Bonnamour, eletto Supercombattivo del Tour de France 2021. Il classe ’95 ha mostrato grande versatilità in ogni tipo di terreno, ed è stato costantemente presente negli attacchi da lontano, centrando ben due top5 e quattro top10. Niente male per un debuttante!

Trek – Segafredo 6,5 – Diciamolo, l’imboscata di Bauke Mollema a Quillan ha salvato “capra e cavoli”, ma bisogna dare a Bauke quel che è di Bauke. Per il resto, la squadra americana non ha brillato particolarmente, anche se è andata molto vicino al secondo successo con Jasper Stuyven, battuto nella settima tappa solo da un’incontenibile Mohoric. Pesanti le stonature di Mads Pedersen, mai protagonista negli sprint.

Lotto Soudal 6 – E’ difficile non riconoscere che tutte le speranze della squadra belga si siano polverizzate sull’asfalto di Pontivy, dove Caleb Ewan ha dovuto abbandonare il Tour de France 2021 con una clavicola rotta. I segnali positivi sono arrivati dagli indomabili Harry Sweeney e Brent Van Moer, spesso all’attacco ed entrambi vicini al colpaccio, che si candidano ad essere i principali interpreti, assieme all’assente, ma tremendamente interessante Andreas Kron, dell’era post Thomas De Gendt, invisibile per tutte e tre le settimane e prossimo alla pensione.

Cofidis 6 – Terza ed ultima squadra francese a strappare la sufficienza in questo Tour de France 2021. Certo, era lecito aspettarsi di più da Jesus Herrada, arrivato con una condizione stellare, pregiudicata forse dalla follia dei primi tre giorni in Bretagna, ma i risultati della compagine guidata da Christian Guiberteau non sono stati poi così negativi. Innanzitutto, c’è da registrare la prima top10 in carriera per Guillaume Martin in un grande giro, altro corridore premiato per aver avuto il coraggio di provarci da lontano, lasciando perdere i calcoli ed accettando il rischio di poter saltare definitivamente.

In secondo luogo, son state rilevanti le lotte in fuga di Anthony Perez nella prima settimana, che si è regalato anche due ottime prestazioni in salita al Mont-Ventoux e sul Col du Portet. Per finire, il 2° posto in fuga di Christophe Laporte a Libourne non può passare inosservato, anche alla luce della qualità presente in quel gruppo di testa.

Intermarché – Wanty – Gobert 6 – La squadra belga non è stata molto presente nelle fughe, ma ha comunque portato a casa dei risultati dignitosi, come il 14° posto in classifica del ritrovato Louis Meintjes, le due top10 di Danny Van Poppel, cresciuto molto nell’ultima settimana, la top10 a Fougères dell’altro Van Poppel (Boy) e quella del giovane Georg Zimmermann, che ha battuto un colpo nella fuga di Libourne.

Bocciati

Tour de France 2021 - Il pagellone (bocciati)
©Getty Images

Israel Start-Up Nation 5,5 – La squadra israeliana si affida all’estro di Michael Woods, che è protagonista soprattutto nella prima settimana, ma non riesce mai a gestirsi, bruciando energie troppo presto e trovandosi a secco nei momenti clou. Nel complesso i piazzamenti di tappa non mancano, anche grazie alle volate di Greipel (a proposito, Danke André!) ed al redivivo Dan Martin, che si è ricordato di essere al Tour solo nella 18° tappa, ma si poteva fare di più.

Groupama – FDJ 5 – Spiace per Marc Madiot, ma i suoi alfieri non sono stati all’altezza di questo Tour de France 2021. La prima settimana è stata agonizzante per Arnaud Demare, sempre mal posizionato e poco competitivo in sprint sulla carta perfetti per le sue caratteristiche. Sul Mont-Ventoux, invece, è inopinatamente crollato David Gaudu, che non è riuscito a rimediare con una vittoria di tappa nel finale, ma ha comunque mostrato segnali di ripresa valorosi. Il terzo flop si chiama Stefan Kung, arrivato spompato alla cronometro di Saint-Emilion, teoricamente ideale per lo svizzero.

Team BikeExchange 5 – Due podi ed un secondo posto nella classifica a punti di Michael Matthews sono decisamente troppo poco per una squadra che aveva Simon Yates, Esteban Chaves e Lucas Hamilton come carte da giocare per la salita. Alla fine, il colombiano chiude anche con un discreto 13° posto in generale, ma alzi la mano chi si è accorto della sua presenza in queste tre settimane.

Team TotalEnergies 5 – Come al solito, Pierre Latour ha lanciato segnali interessanti nella prima settimana, ma è sparito nelle montagne, terreno sempre più ostile al nativo di Romans-sur-Isère. A proposito di salita, ci si aspettava di più anche da Cristian Rodriguez, mentre non è stato sorprendente vedere un Edvald Boasson Hagen ormai sempre meno competitivo. Benino Anthony Turgis, tre volte in top10.

Qhubeka NextHash 5Max Walscheid e Sergio Henao i più in palla, ma il team sudafricano deve fare i conti con un’organico troppo inferiore rispetto agli avversari. Purtroppo, il miracolo del Giro non si è ripetuto.

Astana 4,5 – I kazaki non possono nascondersi dietro al 7° posto, comunque lodevole, di Alexey Lutsenko, che segna forse l’inizio di una nuova carriera per il 28enne di Petropavl. Piaccia o non piaccia, in un Tour de France 2021 che ha offerto così tante occasione per gli attaccanti da lontano, tornare a casa con zero vittorie di tappa è alquanto deludente, ancor di più se hai nell’organico corridori come Omar Fraile, Jakob Fuglsang (bocciatissimo), Ion Izagirre ed Alex Aranburu.

EF – Education Nippo 4,5 – La compagine americana ha investito tutto su Rigoberto Uran, rimasto in lizza per il podio due settimane e mezzo. Il problema, quando si sceglie di dedicarsi totalmente al capitano, è che se il capitano fallisce, si torna a casa con un pugno di mosche. Ed è quello che purtroppo è successo agli uomini in fucsia, nonostante i podi di Sergio Higuita e Magnus Cort a Quillan e Le Creusot.

Arkéa Samsic 4,5 – L’ambiziosa formazione francese salva parzialmente la faccia grazie alle volate di Nacer Bouhanni, ma è costretta a capitolare di fronte all’ennesima conferma che Nairo Quintana appartenga ormai ad un’epoca superata. Il colombiano è generoso, prova ad attaccare e giocare una partita diversa dal passato, quella della maglia a pois, ma perde ancora, malamente. Delude parecchio, prima di ritirarsi, anche Warren Barguil, ombra di se stesso.

Ineos Grenadiers 4 – Purtroppo, una copia sbiadita della squadra che ha dominato questa corsa per un decennio. I britannici non hanno mai alzato bandiera bianca, provando a riproporre anche sui Pirenei il tipico “trenino”, con la speranza di ottenere almeno un successo parziale. Ma quando al termine del trenino la maglia gialla non è Brad Wiggins, Chris Froome, Geraint Thomas o Egan Bernal, ma un sorridente Tadej Pogacar, pronto a ringraziare e portarsi a casa l’ennesima vittoria di tappa della sua Grand Boucle, è evidente che qualcosa non abbia funzionato.

Il podio di Richard Carapaz è una solo una magrissima consolazione per una squadra arrivata in Bretagna con enormi potenzialità, ma che torna a casa da Parigi con zero vittorie di tappa e tanto, troppo talento sprecato.

Team DSM 4 – Incredibile l’involuzione della squadra tedesca, che lo scorso anno deliziava gli appassionati con le grandi prestazioni di Marc Hirschi e Soren Kragh Andersen, quest’anno irriconoscibile. Il Tour de France 2021 è, ahimè, la fotografia della stagione deficitaria dell’ex Sunweb, che sembra indirizzata verso un declino inesorabile. L’unica ancora di salvezza potevano essere gli sprint di Cees Bol, ma anche l’olandese, nonostante le tante occasioni, si dimostra tutt’altro che all’altezza della situazione, chiudendo con un 6° posto come miglior risultato.

Movistar 3 – Le aspettative erano alte, perchè a coadiuvare il sempre fiducioso Enric Mas (alla fine 6°), quest’anno ci sarebbe stato anche uno scalatore di assoluto livello come Miguel Angel Lopez, fresco di vittorie alla Ruta del Sol ed alla Mont-Ventoux Challenge, oltre che convincente al Delfinato. Difficile quindi non esser rimasti delusi soprattutto dal colombiano, congelato nel primo weekend sul Massiccio Centrale e mai, mai protagonista in nessuna delle tappe di montagna che questo Tour de France 2021 ha offerto.

Il fragoroso fallimento della squadra spagnola si è completato nella tappa di Libourne, quando il terzetto Movistar ha scelto deliberatamente (o per ordine dell’ammiraglia) di sfilarsi dalla fuga, perdendo l’ultima occasione di porre rimedio ad un Tour privo di vittorie, dove anche la “cara” classifica a squadre è sembrata fin da subito un obbiettivo difficile da raggiungere. Di certo, non mancherà il materiale per la prossima stagione del Documentario su Netflix, ma sul piano sportivo c’è parecchio lavoro da fare.

Ci si vede a Tokyo!


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