Tour de France 2021 – Percorso e favoriti

Presentazione del Tour de France 2021, con analisi di percorso e favoriti.

di Dino Manca

Tour de France 2021 – Percorso e favoriti

La Grande Boucle.

Al via l’edizione numero 108 della prestigiosa corsa a tappe francese, che nel caldo di Luglio metterà a confronto i migliori atleti del panorama ciclistico internazionale. Lo scorso anno fu duello sloveno per la maglia gialla, si ripeterà il copione o ci saranno sorprese?


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Tappe chiave

Il primo momento importante, almeno dal punto di vista dei distacchi, dovrebbe arrivare nella cronometro da Changé a Laval, prova piuttosto semplice dal punto di vista altimetrico, ma inevitabilmente selettiva per via del lungo chilometraggio (27 km).

Tour de France 2021 – 5a tappa

La nona tappa, con arrivo in quota a Tignes (2.119 metri), sarà il primo grande test in salita per i pretendenti alla vittoria finale. La frazione non riguarderà soltanto la lunga ascesa finale, ma altri quattro GPM, tra cui anche Col du Pré e Cormet de Roseland. In totale, verranno affrontati ben 4628 metri di dislivello in 144,5 km.

Tour de France 2021 – 9a tappa

Il menù dell’undicesima tappa prevede la doppia scalata del mitico Mont-Ventoux, che verrà affrontato prima da un versante più morbido (22 km), quindi da Bédoin, dove cominceranno 15.8 km al 8.5%, di cui i primi 9 particolarmente ripidi e costanti: sebbene l’arrivo sia in discesa, la selezione sarà inevitabile dopo una salita del genere.

Tour de France 2021 – 11a tappa

Non mancheranno i metri di dislivello nella 15a tappa con arrivo ad Andorra-la-Vella, nella quale verranno affrontati tre GPM di 1a Categoria. L’ultimo, a circa 15 km dall’arrivo, è sufficientemente ripido perchè possano esserci distacchi.

Tour de France 2021 – 15a tappa

Viva i Pirenei! Peyresourde, Col de Val e Col du Portet (2.209 metri) sono le tre salite che verranno affrontate in sequenza negli ultimi 65 chilometri della 17a tappa, che coinciderà con la speciale giornata di festa nazionale francese legata alla presa della Bastiglia. L’ascesa finale (16.4 km al 8.6%) è la stessa che incoronò Nairo Quintana tre anni fa, nella breve, ma intensissima 17a tappa con partenza “stile F1” da Bagnères-de-Luchon.

Tour de France 2021 – 17a tappa

L’ultima occasione per gli scalatori arriverà nella diciottesima tappa, che prevede un finale particolarmente duro, grazie all’attraversamento del Tourmalet (17 km al 7.4%) prima, e della salita che porterà alla stazione sciistica di Luz Ardiden poi (13.4 km al 7.5%). La speranza, ovviamente, è che i fuochi d’artificio comincino dalla penultima ascesa. In tal caso, potremo assistere ad un epica giornata di ciclismo.

Tour de France 2021 – 18a tappa

Vietato sottovalutare, infine, i 31 km di cronometro individuale da Libourne a Saint-Emilion, che potrebbero regalare un altro finale “thrilling”. Diversamente rispetto allo scorso anno, la prova sarà piuttosto semplice e regolare, terreno ideale per gli specialisti. Il rovescio della medaglia, naturalmente, è che per gli scalatori privi di abilità contro il tempo sarà una lunga giornata..

Tour de France 2021 – 20a tappa

Favoriti

Primoz Roglic – Dev’esser stato difficile mettersi alle spalle quel pomeriggio del 19 Settembre 2020, in cui tre settimane di lavoro e sacrificio sono andate in fumo dopo la clamorosa cronometro di La Planche des Belles Filles. Tuttavia, lo sloveno della Jumbo-Visma, che potrà godere di un degno supporto in salita anche quest’anno (Wout Van Aert, Robert Gesink, Jonas Vingegaard, Steven Kruijswijk e Sepp Kuss), ha più volte dimostrato nella sua carriera di sapersi rialzare e reagire facendo semplicemente quello che meglio gli riesce nelle corse in bici: vincere.

Il suo 2021 è cominciato con una Parigi-Nizza corsa con grande superiorità, ma persa a causa di due stupide cadute nella tappa finale. Successivamente, ha vinto il duello diretto con Pogacar nei Paesi Baschi, ma non è stato altrettanto convincente alla Liegi, dove il suo connazionale è stato decisamente superiore. Sulla carta, 58 km pianeggianti di cronometro dovrebbero essere l’ideale per uno specialista come lui, che farà di tutto per cancellare l’amaro ricordo della passata edizione. E’ difficile trovare un percorso che complessivamente si adatti meglio di questo Tour, il che spiega anche per quale motivo sia a tutti gli effetti l’unico grande obbiettivo della stagione di Rogla.

Tadej Pogacar – Diversamente rispetto al suo connazionale, il capitano del Team UAE ha corso di recente, mostrando peraltro una forma smagliante, sebbene la concorrenza in Slovenia non fosse certo di altissimo livello. Dal punto di vista della completezza siamo di fronte ad un altro fenomeno, che non avrà certo problemi ad alternare sforzi in salita con “wattaggi” record alle cronometro pianeggianti della 5a e 20a tappa. Ciò che preoccupa, tuttavia, è che il suo exploit dell’anno passato sia stato figlio di una sola grande giornata, peraltro in un terreno, quello delle cronoscalate, che non verrà riproposto in questa edizione. Infatti, in nessuna delle tappe in salita dello scorso Tour il 22enne riuscì a staccare Roglic, ma la sua prova nella cronometro della penultima tappa fu così superiore da permettergli comunque di vestire giallo a Parigi.

Questo significa che quest’anno non potrà ripetersi? Assolutamente no! Innanzitutto, sebbene si tratti di una corsa di un giorno, la sua Liegi è stata oltremodo convincente, senza dimenticare che riuscì a rientrare dopo una foratura in un momento di corsa molto delicato. In secondo luogo, la sua “sconfitta” nei Paesi Baschi è stata più tattica che di gambe, in quanto l’ordine fu quello di correre più per McNulty che per se stesso, quindi è decisamente azzardato considerare quel terzo posto finale come un segnale oltremodo rilevante in ottica Tour. Senz’altro, quindi, il più grande avversario di Roglic sarà ancora il nativo di Klanec, che sarà coadiuvato da scalatori di buon livello come Marc Hirschi, Rafal Majka, Davide Formolo, Rui Costa, Brandon McNulty e proverà ad arricchire ulteriormente il suo già brillante palmarès.

INEOS Grenadiers – Se c’è una formazione in grado di rovinare la festa agli sloveni, è quella britannica. Dichiaratamente, Richie Porte, Geraint Thomas e Richard Carapaz partiranno come “battitori liberi”, il che rende un rebus prevedere l’impostazione tattica del team di Dave Brailsford. Chiaro che avere tre frecce di questo calibro rappresenti un discreto vantaggio dal punto di vista tattico rispetto alle squadre avversarie, così com’è altrettanto chiaro che si cercherà di mantenere tutte e tre le porte aperte per (almeno) le prime due settimane, ma quanto potrà pagare questo tipo di strategia? Inoltre, la forma di Geraint Thomas e Richie Porte sarà sufficiente per poter mettere in difficoltà gli sloveni in tappe come quella di Tignes e nella doppia ascesa al Ventoux?

Di sicuro, chi ha dimostrato recentemente di avere un’ottima condizione in salita è lo scalatore ecuadoregno, vincitore in Svizzera, che ha saputo mettere in seria difficoltà Roglic alla scorsa Vuelta, una volta raggiunto il top della condizione. Ma quanto perderà nelle due cronometro? Certamente, qualsiasi risultato al di fuori del podio sarebbe una grande delusione per una squadra che potrà contare sul supporto di corridori del calibro di Michal Kwiatkowski, Dylan Van Baarle, Jonathan Castroviejo e Tao Geoghegan-Hart.

Movistar – La spedizione spagnola sarà guidata da Miguel Angel Lopez ed Enric Mas, con Alejandro Valverde pronto a sfruttare le opportunità che offriranno le tappe mosse, soprattutto nella prima settimana, per poi mettersi a disposizione dei compagni, in una versione molto simile a quella vista recentemente al Delfinato. Purtroppo, per entrambi i problemi a cronometro sono noti e difficilmente mascherabili, ma le ultime prestazioni in salita di Lopez, tra cui la schiacciante vittoria alla Mont-Ventoux Challenge, dovrebbero dare ad Eusebio Unzué un discreto ottimismo. Sempre difficile capire cosa aspettarsi dagli spagnoli, che avranno nel mirino la solita vittoria nella classifica a squadre, ma serve un cambio di passo a livello di mentalità: sarà Superman l’uomo giusto per questo salto di qualità?

Rigoberto Uran – Il grande Tour de Suisse del colombiano non va sottovalutato. Dopo un lungo periodo di dura preparazione “casalinga” in altura, il capitano dell’EF, secondo nel 2017, sembra essere pronto per giocarsi una posizione dentro la top5. La sua solidità in salita sarà preziosa nelle tappe chiave della seconda e terza settimana, periodi in cui Rigo riesce a dare sempre il meglio. La sua incostanza a cronometro potrebbe essere un problema, ma dopo averlo visto volare nella cronoscalata di Andermatt, non sarebbe sorprendente se riuscisse a difendersi nelle due prove contro il tempo dell’edizione di quest’anno. Il maggior supporto in salita arriverà da Sergio Higuita, Neilson Powless e Ruben Guerreiro.

Julian Alaphilippe – Il campione del mondo francese sembrava aver chiuso definitivamente le porte alle corse di tre settimane, ma la tentazione di riprovarci sembra forte. Il percorso di quest’anno, in effetti, non sarà eccessivamente duro, e le due prove a cronometro dovrebbero adattarsi abbastanza bene al capitano della Deceuninck – Quick Step. Tuttavia, non si può negare il fatto che negli anni abbia sempre mostrato evidenti lacune nella terza settimana. Dovesse prendere la maglia gialla nella prima settimana, cosa tutt’altro che improbabile, proverà a tener duro, ma sarà comunque sorprendente se dovesse arrivare a Parigi in una posizione all’interno della top5, anche alla luce di una settimana in Svizzera non entusiasmante, soprattutto nelle tappe più impegnative.

Bahrain Victorious – La classifica generale verrà curata da Jack Haig, reduce da un’ottima settimana di preparazione al Delfinato, chiuso al 5° posto. L’australiano è uno scalatore eccezionale, che sembra indirizzato verso una costante crescita, ma le tre settimane restano un’incognita per il 27enne di Southport, che è bene ricordare non sia andato oltre un 19° posto in classifica generale nelle sue cinque precedenti esperienze in un grande giro. A supportarlo nelle tappe più impegnative saranno soprattutto Dylan Teuns, Wout Poels e Pello Bilbao.

David Gaudu – Dopo anni passati nella penombra di Thibaut Pinot, il galletto della Groupama FDJ sembra pronto a spiccare il volo. I suoi risultati nel 2021 sono assolutamente eccezionali, a riprova di un miglioramento mai interrotto dopo il grande finale di Vuelta 2020, che gli permise di risalire posizioni in classifica fino all’ottavo posto conclusivo. A suo sfavore giocheranno sicuramente le due cronometro pianeggianti, ma soprattutto la mancanza di un team incentrato sulla salita, data la presenza dell’intero treno di Arnaud Demare, il che significa che dovrà sempre cavarsela da solo nelle tappe più impegnative. Non l’ideale per un corridore con aspirazioni di classifica.

Team BikeExchange – Il Tour de France 2021 sarà la prima grande corsa a tappe da capitano per Lucas Hamilton, con Esteban Chaves e Simon Yates che fungeranno da “balie”, garantendo buona copertura alla squadra di Matthew White per le tappe in montagna. Dati alla mano, il classe ’96 australiano ha chiuso quattro volte su quattro in top10 nelle corse settimanali stagionali, che sarebbero diventate cinque se un virus gastrointestinale non avesse forzato il suo abbandono al recente Giro di Svizzera. Il grande ostacolo per lui saranno i 58 km di cronometro, non certo una disciplina in cui brilla, ma ci sarà comunque terreno per potersi giocare una posizione nei dieci.

Michael Woods – Se si dovesse fare una graduatoria riguardante la prima volta da capitano in una corsa di tre settimane, il canadese della Israel ne sarebbe senz’altro a capo. Convincente per tutto l’anno, Rusty sembra determinato nel voler cercare di tener duro e portare a casa un piazzamento di rilievo. Le due top5 in Romandia e Svizzera, in tal senso, sono un buonissimo segnale, ma è scontato sottolineare che in questo caso si tratta di tre settimane di corsa, non certo la stessa cosa. Se dovesse riuscire a gestire bene gli sforzi, considerando le sue grandi lacune a cronometro, una top10 dovrebbe comunque essere alla portata.

Wilco Kelderman – L’olandese, supportato da Emanuel Buchmann e Patrick Konrad, sarà il capitano della Bora Hansgrohe. Zitto zitto, il 30enne di Namersfoort ha portato a casa in stagione due top5 in Catalogna e Delfinato, dove ha riproposto le sue ottime qualità a cronometro, non sempre sfruttate appieno. Non è un mistero che si tratti di un corridore che tende a soffrire le tappe con arrivi in quota, specialmente nella terza settimana, ma sembrano comunque giustificate le sue ambizioni di top10.

Jakob Fuglsang – Il danese ha più volte fallito in carriera nelle tre settimane, motivo per cui sarà difficile avere aspettative particolarmente alte. Ha dimostrato al Tour de Suisse che la forma non è affatto male, ma sarebbe saggio preservarla per andare a caccia di successi parziali, piuttosto che “agonizzare” tre settimane attorno alla top10.

Nairo Quintana – Il colombiano apprezzerà le tappe pirenaiche conclusive, mentre pagherà a caro prezzo i 58 km di cronometro. Probabile, comunque, che i primi arrivi in salita lo mettano di fronte ad una scelta forzata. Come abbiamo visto nelle sue ultime apparizioni, la forma non sembra essere quella dei tempi migliori, quindi anche per lui potrebbe esser saggio concentrarsi su un altro tipo di Tour, magari uscendo subito di classifica. Che possa puntare alla maglia a pois?

Jolly FantaBarCiclismo: Ben O’Connor – L’Australia avrà un altro degno rappresentante nello scalatore dell’AG2R Citroen, protagonista di buone settimane d’avvicinamento in Romandia e al Delfinato. In particolare, sembra aver raggiunto un livello in salita mai avuto prima, il che lo rende un outsider molto eccitante in ottica top10. Anche dal punto di vista delle cronometro sembrano esserci discreti miglioramenti, lo testimoniano il 16° ed il 13° posto nelle ultime due prove disputate dal nativo di Subiaco. Se dovesse finalmente arrivare quella continuità di rendimento nelle tre settimane, potrebbe anche riuscire a chiudere in una buona posizione in classifica generale.

Pronostico

©Getty Images

E’ ragionevole pensare che Primoz Roglic abbia preparato a puntino questo appuntamento. Dopo la beffa dello scorso anno, lo sloveno della Jumbo-Visma, assetato di vendetta, riuscirà a portare la maglia gialla fino al traguardo degli Champs-Elysées.


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